Anno nuovo [Gianni Rodari]

Rieccoci con Rodari, questa volta per augurarvi buon anno.

Io credo poco nel Capodanno, nel senso che per me l’anno nuovo inizia psicologicamente a Settembre, dopo le vacanze estive. Forse non ho mai perso i ritmi scolastici, non so. Ma, in ogni caso, non sono un’anticonformista e, anzi, di norma mi piace rispettare le tradizioni e le convenzioni, perciò eccomi qui a farvi gli auguri.

“Indovinami, Indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?”.
“Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un Carnevale e un Ferragosto
e il giorno dopo del lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno!”.

In modo molto arguto, l’autore ci trasmette, a mio parere, un messaggio importante.

Io, di conseguenza, con la speranza di non scadere nella banalità, vi auguro:

  • tanta fortuna, ma anche tanto coraggio perché la fortuna, si sa, aiuta gli audaci;
  • di non scrivere a gennaio la solita lista dei buoni propositi che poi non rispettiamo mai, ma di scrivere direttamente quella dei traguardi raggiunti a dicembre 2018;
  • di non perdervi mai d’animo, nemmeno quando tutto sembra andare storto e, se proprio non ce la fate a restare sempre positivi (e ci può stare), di rialzarvi più determinati e grintosi che mai dopo le sconfitte;
  • di amare ed essere amati, perché senza l’amore non siamo nulla (e specifico che per amore non intendo solo quello dei rapporti di coppia);
  • di raggiungere la stabilità, qualunque sia il vostro modo di intenderla, perché solo quella sarà in grado di darvi la serenità, che è la cosa più bella che esista;
  • di vivere tanti attimi di felicità;
  • di avere denaro a sufficienza per vivere dignitosamente e per concedervi qualche sfizio, ma non più di questo, perché il troppo storpia, toglie lo stupore, la meraviglia, genera incontentabilità e per ogni persona che ne ha in eccesso ce n’è sempre una che non ne ha abbastanza per andare avanti;
  • di essere protagonisti della vostra vita, che sembra una sciocchezza, ma capirete che non lo è se vi fermerete a pensare a quante volte guardiamo gli eventi accadere come spettatori passivi, rimandando a un domani, che poi non arriva mai, quello che davvero vorremmo essere o fare. Che poi è un po’ quello che ci lascia intendere Rodari in questo testo, almeno per come lo interpreto io…la nostra vita, il nostro futuro, il mondo in cui viviamo “anche quest’anno sarà come gli uomini lo faranno”! Non stiamo sempre lì ad aspettare che la ruota giri per il verso giusto, ma facciamo in modo che il verso in cui sta girando diventi quello giusto per noi.

Queste cose le auguro a tutti ed anche e soprattutto a me, che sono una sognatrice ma anche una pigrona e spesso tendo ad immobilizzarmi nella routine per paura dell’ignoto.

Buon 2018!

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