Una donna

«E incominciai a pensare se alla donna non vada attribuita una parte non lieve del male sociale. Come può un uomo che abbia avuto una buona madre divenir crudele verso i deboli, sleale verso una donna a cui dà il suo amore, tiranno verso i figli? Ma la buona madre non deve essere, come la mia, una semplice creatura di sacrificio: deve essere una donna, una persona umana.
E come può diventare una donna, se i parenti la dánno, ignara, debole, incompleta, a un uomo che non la riceve come sua eguale; ne usa come d’un oggetto di proprietà; le dà dei figli coi quali l’abbandona sola, mentr’egli compie i suoi doveri sociali, affinché continui a baloccarsi come nell’infanzia?»

Autore: Sibilla Aleramo

Edizione: Universale Economica Feltrinelli, 2013 (prima edizione 1906)

Pagine: 224

Trama: il romanzo è un’autobiografia “spirituale” in cui la protagonista ripercorre la propria vita, dall’infanzia libera e adorante verso il padre all’età adulta (fino alla fine del suo matrimonio). Due fasi molto diverse: la prima in un ambiente acculturato e stimolante, la seconda in un’unione soffocante in un piccolo e arretrato borgo. La storia si conclude con l’inizio di una nuova fase che corrisponde, però, con il momento più straziante della sua vita.

Considerazioni: è un libro bellissimo e dolorosissimo insieme, è la storia di una donna ma, allo stesso tempo, di tutte le donne dell’epoca, almeno fino a un certo punto, fino alla decisione finale, che fa fatica a prendere ma che, in ultima analisi, le sembra quasi necessaria per preservare la sua salute mentale e per rivendicare la propria identità di essere umano. Il libro non è solo la cronaca di un’emancipazione individuale, ma un manifesto universale sulla dignità femminile e sulla necessità di rompere il ciclo del sacrificio materno. Anche da lettrice non è stato facile condividere totalmente la sua scelta e questo, forse, la dice lunga su quanto certi schemi siano insiti anche nella mentalità della mia generazione. È un’opera che racconta il senso di inferiorità a cui erano costrette le donne di quel periodo, ma alcune riflessioni mi sembrano rispecchiare, sinceramente, anche la società odierna. Non a caso è definito da molti il primo testo femminista della letteratura italiana.

Buona lettura 📖

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