«Solo i giovani hanno momenti simili. Non penso ai giovanissimi. No, i giovanissimi, propriamente parlando, non hanno momenti. È privilegio della prima giovinezza vivere in anticipo sui propri giorni, in tutta la bella continuità di speranze che non conosce pause o introspezioni.
Si chiude dietro di noi il cancelletto della pura fanciullezza – e ci si addentra in un giardino incantato. Persino le ombre vi risplendono promettenti. Ogni svolta del sentiero è piena di seduzioni. E questo non perché sia una terra inesplorata. Si sa bene che tutta l’umanità ha già percorso questa strada. È il fascino dell’esperienza universale dalla quale ognuno si aspetta una sensazione particolare e personale – un po’ di noi stessi.
Si procede eccitati, divertiti, riconoscendo le orme di coloro che ci hanno preceduto, intrecciando la buona e la cattiva sorte – le rose e le spine, come dice il proverbio – quel pittoresco, comune destino che tiene in serbo tante possibilità di successo per chi le merita, o, forse, per chi è fortunato. Sì, si procede. Ed anche il tempo procede finché non si scorge dinanzi a noi una linea d’ombra che ci avverte che anche la regione della prima giovinezza deve essere lasciata alle spalle. È questo il periodo della vita in cui si presentano i momenti di cui parlavo. Quali momenti? Diamine, i momenti di stanchezza, di tedio, di insoddisfazione. I momenti della sconsideratezza. Voglio dire i momenti in cui i giovani finiscono per commettere le azioni temerarie come sposarsi all’improvviso o lasciare il lavoro senza un motivo. Questa non è la storia di un matrimonio. Non mi andò poi così male. Il mio atto, per quanto avventato, ebbe più il carattere di un divorzio-quasi una diserzione. Senza una ragione plausibile per un uomo di buon senso, abbandonai il mio lavoro -mollai l’ancora…».
Autore: Joseph Conrad
Edizione: Newton Compton editori, 2014
Pagine: 126
Trama: La linea d’ombra di Joseph Conrad è un racconto autobiografico, nel quale egli narra della sua prima esperienza come comandante su una nave. Il comando della nave gli viene affidato per un caso fortuito proprio in un momento di crisi esistenziale, aveva deciso infatti di abbandonare il suo lavoro. Quello che sembra un fausto segno del destino, si rivela ben presto una delle esperienze più formative della sua vita, quella che gli farà attraversare, come lui stesso ricorda mentre scrive in età più matura, la linea d’ombra che separa la giovinezza dall’età adulta.
Considerazioni: Poche pagine ma dense di emozioni descritte in un climax ascendente che non sembra prospettare nulla di buono. Il lettore si sente talmente coinvolto da sentirsi un marinaio di quella nave i cui personaggi vengono descritti con dovizia di particolari per rendere la narrazione sempre più trascinante, fino ad arrivare al punto di svolta finale dove ci sembra di tirare un sospiro di sollievo insieme al capitano. Fra l’altro, non è solo l’avventura in mare a rendere partecipi, ma anche il momento della vita del protagonista in cui ciò avviene. Quel vedersi smarriti alla fine della giovinezza, trovare poi finalmente la propria strada e, una volta raggiunta, sentirsi schiacciati dal peso delle responsabilità; desiderare tanto un incarico per poi chiedersi se si è davvero all’altezza di ricoprirlo. Chi è che non l’ha provato?
Ho scelto questo libricino attirata dall’autore, Conrad, di cui ricordo il capolavoro Cuore di tenebra come uno dei romanzi più belli che io abbia letto, anche a distanza di anni. Conrad è capace di partire da un’esperienza personale rendendola, nel corso delle pagine, universale. Come ho citato prima: “è il fascino dell’esperienza universale dalla quale ognuno si aspetta una sensazione particolare e personale – un po’ di noi stessi“. Per lui, la trama sembra essere solo un punto di partenza per descrivere in maniera profonda e palpabile delle emozioni che accomunano tutti noi. Ritrovo tale caratteristica anche in questo racconto, certo in misura minore rispetto al romanzo, ma merita comunque di essere letto, secondo me.
Buona lettura!
