Un viaggio chiamato vita [Banana Yoshimoto]

«La vita è fatta di piccole felicità insignificanti, simili a minuscoli fiori. Non è fatta solo di grandi cose, come lo studio, l’amore, i matrimoni, i funerali. Ogni giorno succedono piccole cose, tante da non riuscire a tenerle a mente né a contarle, e tra di esse si nascondono granelli di una felicità appena percepibile, che l’anima respira e grazie alla quale vive. È triste che tutto questo, poco alla volta, si stia perdendo. Alcune cose appaiono marginali, incomprensibili, inefficaci, trascurabili, e a poco a poco scompaiono. Eppure, paradossalmente, sono proprio quelle cose a costituire la fonte di sostentamento principale dell’anima. E invece negli ultimi anni tutti sembrano pensare solo al proprio interesse, la criminalità è aumentata e anche le frodi. Ormai la gente ha paura di tutti i cosiddetti “fattori di rischio”. Forse anche per me è così. Per questo mi sento sicura soltanto quando mi trovo di fronte a cose certe. Ma ho la netta sensazione che questo modo di fare non abbia futuro.»

Autore: Banana Yoshimoto

Edizione: Universale Economica Feltrinelli, settima edizione 2021

Pagine: 187

Trama

Questo libro è una raccolta di saggi, almeno così viene spesso definito. Io, però, preferisco considerarlo una raccolta di pensieri; una sorta di diario che racconta alcuni momenti della vita della scrittrice, nel quale mescola pensieri e ricordi.

Considerazioni

Leggendo questo libro è possibile provare a farsi un’idea di chi sia Banana Yoshimoto, o almeno così è stato per me che non sapevo nulla di questa scrittrice se non il nome. Era un po’ che vedevo i suoi volumi in libreria e ho deciso di acquistare questo perché sono stata attirata dal titolo, come spesso mi accade.

Credevo di trovarmi di fronte a un romanzo e invece mi sono ritrovata a leggere una sorta di diario. All’inizio non mi stava piacendo molto, non c’è un filo conduttore o una storia alla base che ti appassiona e che ti spinge a leggere ancora. E quindi stavo per perdere un po’ l’entusiasmo.

Non so di preciso quando c’è stata una svolta ma, ad un certo punto, il libro ha iniziato a coinvolgermi di più, per diversi motivi:

– come in una sorta di gioco “unisci i puntini”, ho potuto ricostruire, poco a poco, la vita della scrittrice collegando le varie informazioni prese qua e là;

– ho trovato il suo modo di pensare molto affine al mio per quando riguarda la vita in generale, la condizione della donna, la maternità, il lavoro, i viaggi;

– ho potuto imparare tante usanze e tradizioni dei giapponesi e metterle a confronto con quelle della mia e di altre culture e paesi, un confronto che lei stessa fa attraverso i racconti dei suoi viaggi.

Insomma, se avessi dovuto dare un parere quando ero ancora alle prime pagine del libro, alla domanda “ti piace?” la risposta sarebbe stata “nì”. Ora, arrivata alla fine, la risposta è decisamente un sì!

Anzi, per la verità, sono curiosa di sapere qualcosa anche sugli altri suoi libri. Intanto, questo, mi sento di consigliarlo.

Buona lettura! 📖

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