Autore: Elena Ferrante
Casa editrice: Edizioni e/o
Anno di pubblicazione: 2013
Pagine: 382

«L’ascoltai per tutto il tempo, sopraffatta. Non c’era modo con lei di acquietarsi, ogni punto fermo del nostro rapporto prima o poi si rivelava una formula provvisoria, presto le si smuoveva qualcosa nella testa che la squilibrava e mi squilibrava. Non capii se quelle parole di fatto servivano a chiedermi scusa, se parlava per finta coprendo sentimenti che non aveva intenzione di confidarmi, se puntava a un addio definitivo. Di certo era falsa, ed era ingrata, e io, malgrado tutti i miei cambiamenti, seguitavo a esserle subalterna. Di quella subalternità sentii che non sarei mai riuscita a liberarmi e questo mi sembrò insopportabile»
Trama
Lina ed Elena sono diventate adulte e vivono vite completamente diverse: la prima è separata, ha un figlio e fa un lavoro duro e sottopagato; la seconda ha terminato gli studi, si accinge a sposare un uomo facoltoso e si gode la fama e i proventi della pubblicazione del suo libro; la prima non vive più al rione ma in un contesto molto simile, la seconda è tornata al rione ma si sente sempre più lontana dal modo di vivere e di pensare della sua famiglia e non vede l’ora di andar via di nuovo.
Ben presto, le cose cambieranno ancora, per l’una e per l’altra, in modo completamente inatteso. Lila, sempre fuori dagli schemi, cercherà di rientrarvi a modo suo; Lenù, sempre equilibrata e accomodante, inizierà ad agire d’impulso e in preda alla passione, una passione che ha tentato di nascondere, di tenere a bada per troppi anni e che, infine, è esplosa
Considerazioni
Questo terzo volume, più degli altri, è il romanzo in cui la vera protagonista è Elena Greco, a parer mio. Certo, lo era anche nei precedenti, ma lo era insieme a Lila. Qui, invece, Lila passa quasi in secondo piano, la sua vita è ai margini e viene ripresa solo quando interferisce con quella di Elena.
Pian piano assistiamo alla crescita e alla maturazione di Elena, siamo gli spettatori dell’evolversi delle sue esperienze, i confidenti delle sue introspezioni. Siamo con lei quando diventa moglie, madre, amante, scrittrice, giornalista, casalinga.
Nonostante ciò, nonostante la sua vita sia sempre più lontana da quella del rione, nei momenti più felici come in quelli più bui, continua a ricercare o a pensare a Lila, anche quando quest’ultima è perfida con lei, proprio come quando erano bambine o adolescenti.
Perché?
Forse Lila rappresenta il passato da cui Elena non riesce a staccarsi del tutto, è il filo che la tiene legata alle sue origini, ancora più della sua famiglia, un filo che sente di non poter mai spezzare e che la tiene sempre in bilico fra due mondi, quello nel quale non si sente mai abbastanza e quello dal quale è scappata. In entrambi si sente un pesce fuor d’acqua e, probabilmente, il legame con Lila rappresenta l’unica costante della sua vita. Pur nella sua instabilità, è il suo rapporto più duraturo, il suo legame più profondo.
Tuttavia, Elena, che prima viveva seguendo i passi di Lila, ormai cammina con le proprie gambe e, alla fine, riesce a fare ciò che ha sempre invidiato all’amica: stravolge la sua vita e fa quello che vuole, a dispetto del buon senso, dei sentimenti e dell’opinione degli altri. Il finale è stato, per me, davvero un colpo di scena.
Del resto, questo terzo volume ne è pieno ed è, forse, questo che lo ha reso più avvincente degli altri, almeno per me.
Prima di passare al quarto ed ultimo volume, ho iniziato la terza stagione della serie su RaiPlay; sono curiosa di vedere la trasposizione di questa parte della storia.
Se siete fra i pochi che, come me, ancora non hanno terminato la lettura di questa saga, come sempre vi auguro buona lettura!