
Autori: Penda Thiam, Giuseppe Cecconi / Casa editrice: Giovane Africa Edizioni / Anno di pubblicazione: 2011 / Pagine: 62
Trama
In questo piccolo volume c’è un mix fra un’autobiografia e un saggio sulla condizione degli stranieri e, nello specifico, dei senegalesi in Italia e delle differenze culturali fra gli appartenenti a queste due popolazioni. Giuseppe, italiano sessantenne sposato con una giovane senegalese e amico di molti immigrati, racconta la sua storia e prova a raccontare, forse attraverso le idee di sua moglie e dei suoi amici, il pensiero degli immigrati sugli italiani.
Considerazioni
L’argomento del libro è molto interessante e attuale, alcune parti sono degne di nota: ci sono aspetti della cultura senegalese di cui non ero a conoscenza, considerazioni sull’atteggiamento razzista di alcuni italiani nei confronti degli stranieri, sprazzi di vita vera (ad esempio le lunghe file in questura per poter ottenere permessi e riconoscimenti), ma anche storie commoventi e che donano un po’ di speranza.
Insomma, gli spunti di riflessione sono tanti, tuttavia il libro risulta un po’ confusionario per due motivi:
- si passa da un argomento all’altro senza che ci sia sempre un filo conduttore; avrei preferito, forse, una suddivisione in capitoli o sezioni.
- nella narrazione, si passa dalla prima alla terza persona senza una ragione (o almeno io non l’ho colta), confondendo il lettore.
Inoltre, per quanto riguarda il contenuto, trovo alcune parti un po’ estremiste, come le idee sulla mancanza di fede degli italiani messe a confronto con la grande rassegnazione dei senegalesi forse troppo romanzata. Non credo fosse necessario denigrare gli italiani per esaltare i senegalesi, si può ammirare la cultura di un popolo senza per forza screditarne un’altra. Accetto l’opinione personale ma ritengo che la chiave per eliminare ogni traccia di razzismo sia evitare di voler stabilire una supremazia a tutti i costi, si può operare un confronto fra due culture senza giudizi di valore o almeno senza creare opposizioni.
Certo, con alcune delle affermazioni del narratore sono d’accordo, in altre invece mi pare che dia per garantito e indiscutibile quello che è solo il suo punto di vista.
In conclusione, mi aspettavo molto di più da questo volume, il titolo aveva creato in me maggiori aspettative; ciononostante credo che la storia in sé abbia del potenziale.
Ovviamente, come sempre, questa è solo la mia umile opinione, quella di una lettrice qualunque.
Buona lettura!