Armocromia [Rossella Migliaccio]

Autore: Rossella Migliaccio

Casa editrice: Vallardi

Anno di pubblicazione: 2019

Pagine: 262

Concludo l’anno caricando un articolo su questo libro perché l’armocromia è stata una delle mie ossessioni di questo 2021.

Mi direte: ”Eh capirai, ormai è l’ossessione di tutti!”.

E proprio per questo, inizialmente, non mi convinceva; credevo fosse l’ennesimo trend social. Infatti leggiucchiavo e sbirciavo qualcosa al riguardo, ma con pochissima convinzione.

Poi è accaduto che pure il 2021 è stato l’anno della DAD. Sì certo, non come il 2020, ma pure abbiamo avuto i nostri lunghi periodi di lezioni online.

Vi starete chiedendo “ma cosa c’entra con l’armocromia?”. Nel mio caso c’entra perché con la DAD ho iniziato ad osservarmi di più e per più tempo.

Io sono una di quelle persone sempre di fretta, perché rimando la sveglia fino allo sfinimento e poi devo prepararmi in pochi minuti. Ragion per cui, prima di uscire, non ho tempo di indugiare davanti allo specchio e, quando ce l’ho, evito di farlo perché, complice la mia insicurezza, finisco per trovarmi sempre qualche difetto che mi fa venire voglia di cambiarmi e perdere altro tempo.

Ebbene la DAD mi ha portato a dovermi confrontare per forza e per ore con la mia immagine. Certo, principalmente guardi gli alunni, ma vedi anche te stesso.

C’erano delle mattine in cui mi vedevo radiosa, altre in cui mi vedevo spenta, abbattuta.

Partendo dal presupposto che le mattine in cui mi sono truccata per fare lezione online si contano sulle dita di una mano (e nemmeno), il motivo dei miei cambiamenti non era certo quello.

Ho iniziato a far caso che molto dipendeva dalla luce esterna o artificiale. Ovviamente la mia immagine era diversa a seconda della presenza o assenza di sole, della luce bianca o gialla delle lampadine di casa.

Poi ho scelto una postazione fissa per le lezioni, quindi più o meno stessa luce, stesse ore del giorno; insomma l’ambiente esterno era lo stesso. Eppure io continuavo a vedermi in pessime condizioni alcuni giorni e a sentirmi bene in altri perché mi piaceva l’immagine che mi restituiva lo schermo.

In particolare quando indossavo un maglione bianco a collo alto che uso spesso per stare in casa in inverno, mi vedevo piena di luce, mi sembravo così in salute, mi piacevo anche senza trucco. Quando indossavo il beige, invece, il colore della pelle mi sembrava così spento, notavo tutte le imperfezioni del viso.

È stato così che ho iniziato a chiedermi “ma dai, ma non è che questa Armocromia in fondo in fondo un senso ce l’ha?!”

Così da buon gemelli (chi è dei gemelli sa), ho iniziato a leggere, approfondire, seguire pagine sui social…mi sono fissata.

Ho comprato questo libro ed ho iniziato a leggerlo. All’inizio per curiosità, poi per iniziare a fare un po’ di shopping più consapevole. Più che altro cercavo una guida perché, post-lockdown, avevo intenzione di fare un po’ di acquisti e non volevo sbagliare.

Ma la mia testa ha iniziato ad andare in tilt nel leggere di “colori caldi, colori freddi, sottotono, intensità…”. Mi son detta: va bene leggo ‘sto libro per capirci qualcosa ma non sarò mai padrona dell’argomento.

Mi sono auto-regalata al compleanno una seduta di armocromia da una consulente della mia zona, ma ero poco consapevole dei miei colori e dei colori in generale quando ho fatto la seduta, quindi mi sono completamente affidata e fidata e non ho notato granché coi miei occhi. Non ho avuto l’epifania che sembrano avere tutte quelle che parlano delle loro sedute di armocromia su Instagram. Anzi, ero pure un po’ delusa…

La rivelazione è arrivata poi, quando ho provato a fare un po’ di shopping con la mia palette di ‘colori amici’ alla mano e ho continuato a leggere il libro di Rossella Migliaccio.

Ho iniziato a leggere con meno superficialità, ho quasi praticamente studiato alcune parti del libro, sottolineando e facendo ricerche per capire meglio.

Infatti, se proprio devo trovare un difetto a questo volume, è la mancanza di immagini. L’autrice cita spesso, a mo’ di esempio, attrici, film, colori, outfit, tessuti e disegni…alcuni di cui magari abbiamo un’immagine mentale, una memoria, altri invece proprio difficili da ricordare o conoscere. Insomma, sono stata lì a googlare un sacco di volte per capire bene. È stato interessante perché ho scoperto tante cose che non conoscevo, però questo fa del libro una lettura poco comoda sul letto, in treno o su una sdraio al mare sotto al sole. Quindi, avere delle immagini o delle foto pronte all’uso sulle pagine, avrebbe fatto comodo in alcuni casi.

È anche vero che a quel punto sarebbe venuta fuori un’enciclopedia inserendo tutte le immagini utili…

Comunque, ora, a distanza di mesi dalla mia seduta di armocromia, posso dire di essere consapevole della mia palette, dei colori che mi valorizzano e del perché.

Non sono un’esperta e non lo sarò mai. Non sono padrona dell’argomento ma almeno ho un po’ più di dimestichezza con i colori e con il loro utilizzo e credo di essere in grado di fare shopping in maniera un pochino più consapevole. E soprattutto ho capito perché a me sta così male quel benedetto cappotto cammello!!

Infatti, se come me all’inizio, siete convinti che l’armocromia non sia che la moda del momento, vi invito a leggere il libro ed informarvi. Anzi, l’autrice ci invita a non seguire la moda ma a farla nostra, ci fa capire perché quei capi definiti must have da tutte le riviste di moda stanno così male ad alcune di noi. Finalmente sappiamo che non è colpa nostra!

Certo, forse questo già avremmo dovuto capirlo e non è la prima a dirlo, ma lo spiega così bene che mi ha convinta 😜

Buona lettura e buon anno nuovo, sperando che sia migliore di quello passato 😷

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