L’Arminuta / Borgo Sud [Donatella Di Pietrantonio]

«Sono scappata via e sono rimasta fuori, presto è sceso il buio e mi ha gelato. Dall’angolo più nascosto del piazzale vedevo le finestre illuminarsi e, dietro, l’andirivieni delle sagome femminili affaccendate. Erano ai miei occhi le mamme normali, quelle che avevano partorito i figli e li avevano tenuti con sé. Alle cinque del pomeriggio erano già intente sui preparativi della cena, cotture lunghe, elaborate, così richiedeva la stagione.

Nel tempo ho perso anche quell’idea confusa di normalità e oggi davvero ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come può mancare la salute, un riparo, una certezza. È un vuoto persistente, che conosco ma non supero. Gira la testa a guardarci dentro. Un paesaggio desolato che di notte toglie il sonno e fabbrica incubi nel poco che lascia. La sola madre che non ho mai perduto è quella delle mie paure.»

Autore: Donatella Di Pietrantonio / Casa editrice: Einaudi / Anno di pubblicazione: 2017 e 2019 / Pagine: 163

Trama: L’Arminuta è una ragazzina la cui esistenza, nell’estate degli anni ‘70, viene completamente sconvolta da un cambio di famiglia e di casa. Ha tredici anni, quasi quattordici, quando scopre che quelli con cui ha vissuto fino a quel momento non sono i suoi veri genitori ma i suoi zii, i quali improvvisamente e senza una spiegazione la rispediscono dai suoi veri genitori. E come se non bastasse, allo sconvolgimento emotivo si aggiunge quello economico-sociale. Da quel momento in poi si sentirà per sempre precaria, sospesa, abbandonata, sola.

Considerazioni: È un libro bellissimo, intenso, che mi ha tenuto incollata fino all’ultima pagina. Mentre leggi, ti senti lei, l’Arminuta (non viene mai detto il suo nome, solo il soprannome datole in paese), e provi tutto il suo sconforto per la situazione che sta vivendo. È sospesa fra due vite, quella vecchia piena di certezze divenute all’improvviso incertezze e sofferenze e quella nuova, fatta di silenzi e precarietà. Ti ritrovi a sussultate con lei ogni volta che sta per incontrare la sua madre di prima, Adalgisa, ma poi non ci riesce, quello che resta è solo la scia del suo profumo; fino all’incontro finale. La verità è ormai già svelata, ma tutti sentiamo di meritare una spiegazione per lei.

Ma una spiegazione unica e ragionevole non c’è, quello che le è accaduto è il frutto di un ingarbugliarsi di situazioni di cui a pagare le conseguenze è lei. Ne soffre, odia ma non quanto vorrebbe, e segretamente elemosina l’affetto di una e dell’altra madre, di entrambe le famiglie, senza sentirsi veramente parte di nessuna delle due.

E come darle torto? Come potrebbe?

Entrambe l’hanno abbandonata.

Mi sono sempre chiesta cosa provino e cosa abbiano provato da piccoli coloro che sono stati “donati” da una famiglia ad un’altra. Sembra che fosse una pratica molto comune all’epoca dei miei nonni e dei miei genitori, soprattutto nelle realtà di paese, dove vigevano la precarietà e la numerosità delle famiglie…una pessima combinazione.

Appena terminato il libro, ho subito acquistato e letto il seguito, non sono riuscita a farne a meno. Avevo un altro libro con me in vacanza, ma non ero pronta a lasciare l’Arminuta e così ho letto anche Borgo Sud.

«Con Adriana almeno eravamo pari, abbandonate a noi stesse , sole nel mondo, sorelle. Litigavamo per la radio accesa mentre studiavo, la finestra che lei voleva aperta e io chiusa, i suoi orari di rientro. Per ognuna di noi restava la certezza dell’altra al fondo del dolore che non ci siamo mai confessate»

Autore: Donatella Di Pietrantonio / Casa editrice: Einaudi / Anno di pubblicazione: 2020 / Pagine: 160

Trama: Qui continua la storia dell’Arminuta e si sdoppia, ritroviamo lei e sua sorella Adriana. Entrambe sono cresciute, sono adulte, ma non sono cambiate. Una è sempre prudente, previdente e posata; l’altra sempre spericolata, incasinata e coraggiosa. Le loro vite prendono strade diverse ma non parallele, perché non smettono mai di incontrarsi e scontrarsi. Comunque vada, ci sono sempre l’una per l’altra.

Considerazioni: Leggere questo libro subito dopo il precedente mi ha permesso di non spezzare il filo della narrazione, il filo delle vite delle due protagoniste.

I capitoli si dividono fra la vita dell’una e quella dell’altra, fra presente e passato, fra le riflessioni, i ricordi e i fatti, in un flusso di coscienza che sembra quasi un atto liberatorio, una confessione.

La scrittura della Di Pietrantonio mi piace tantissimo, mi coinvolge, mi trascina in una suspense fatta di indizi disseminati qua e là che ti conducono lentamente alla soluzione finale.

Inoltre, mentre il fulcro del primo libro è la delicatissima condizione di una figlia abbandonata, nel secondo è il rapporto fra sorelle ad essere sotto i riflettori. Un rapporto di cui si era già parlato nel volume precedente e che ne era stato la “felice” conclusione. Per l’Arminuta il lieto fine della sua tormentata adolescenza era stato il legame con sua sorella; un legame che non si è mai spezzato, nonostante le incomprensioni, i problemi e i modi di vivere e pensare completamente diversi.

Per quanto questo legame di sangue sia centrale nel libro, non mancano altre significative esperienze: l’amore, la separazione, la sessualità, la violenza, la maternità, la felicità e il dolore. Tutto è descritto in maniera così lucida e così delicata allo stesso tempo. Ho provato un’affinità indicibile con la narratrice, dall’inizio della sua storia fino all’ultima pagina.

Scrittura coinvolgente e identificazione con la protagonista sono la combo perfetta per me e sono il motivo per cui questi due libri finiscono dritti dritti nella lista dei miei preferiti. Spesso consiglio libri e parecchi valgono la pena di essere letti secondo me, ma pochi mi restano nel cuore e nella testa come questi due. Bellissimi, davvero.

Buona lettura!

2 pensieri su “L’Arminuta / Borgo Sud [Donatella Di Pietrantonio]

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