
«Ma l’espressione degli occhi, lì non si sbaglia, che li guardi da vicino o da lontano. Eh sì, sono assai importanti gli occhi, sono una specie di barometro. Vedi chi ha una grande aridità nell’anima, chi senza una ragione può schiaffarti la punta dello stivale nelle costole, e chi invece ha paura di tutto e di tutti.»
Autore: Michail Bulgakov
Casa editrice: Newton Compton Editori
Anno di pubblicazione: 2013
Pagine: 127
Trama: Siamo a Mosca, nel periodo della Russia rivoluzionaria. Un bel giorno, il cane randagio Pallino viene adottato da Filip Filipovič Preobraženskij, professore di medicina di fama mondiale, noto per le sue operazioni ardite. Questa improvvisa e apparentemente generosa adozione cambierà la vita di Pallino, ma anche del dottore, che andrà incontro a quello che lui stesso reputerà il suo primo fallimento.
Il genere fantascientifico si mescola con la satira politica, perché non pochi e non di poco conto sono i riferimenti alla NEP, la nuova politica economica approvata da Lenin.
Considerazioni: Questo romanzo è stato il mio primo approccio a Bulgakov; non avevo letto ancora nulla di suo.
L’ho letto quest’estate in spiaggia, ma non lo definirei una lettura da spiaggia né una lettura leggera. Certo, il romanzo è breve e si può leggere in poco tempo, la storia di per sé non è complessa ed, anzi, non si fa fatica a comprenderne gli sviluppi successivi già dall’inizio e man mano che si va avanti non è difficile indovinare anche il finale. Infatti, credo che l’intento dell’autore non fosse certo la suspense o la meraviglia, ma proprio la critica sociale. Del resto, se si legge qualcosa riguardo all’autore, questa ipotesi viene subito confermata. Nell’opera in questione, ciò traspare dalla vicenda e dalla sua evoluzione, dai dialoghi fra i personaggi, dalle parole del dottore, da quelle di Pallino “uomo” e persino dai pensieri di Pallino cane. Il conflitto fra classi sociali è lo scenario che fa da sfondo a tutta la vicenda.
Anche il linguaggio si adatta al contesto e varia a seconda dei personaggi, al fine di diversificarne l’estrazione sociale: è colloquiale, gergale e anche un po’ scurrile nei dialoghi e nei monologhi di Pallino ed è invece volutamente forbito e spesso specialistico quando riporta i pensieri, le parole e le situazioni in cui è coinvolto il dottore. Bulgakov non si esime, infatti, dall’usare termini volutamente scientifici. Descrive dettagliatamente le operazioni alle quali viene sottoposto Pallino, con una gran dovizia di particolari “mediante una terminologia tecnica di prodigiosa aderenza , che conferisce al suo stile un’asciuttezza da manuale terapeutico” (nota del traduttore, p.13). Ciò gli è possibile grazie agli studi di medicina e all’esperienza da medico maturata prima di diventare scrittore.
Insomma, questo non è un libro sui cani, come ingannevolmente può far pensare il titolo a chi lo legge per la prima volta e non sa chi sia Bulgakov. Quindi non vi approcciate ad esso sperando di leggere l’appassionata storia di un cane. Se cercate qualcosa del genere, vi consiglio, invece, di leggere questo: https://lastanzadimaria.com/2018/07/01/larte-di-correre-sotto-la-pioggia-garth-stein/. Si tratta di tutt’altro genere.
È un libro che forse rileggerei, magari anche dopo aver fatto un ripasso di storia sulla Russia rivoluzionaria. La satira politica aiuta, secondo me, a comprendere meglio gli eventi storici, immedesimandosi nei pensieri di chi li ha vissuti.
Parlando di satira politica in cui sono presenti anche animali, mi torna alla mente Animal Farm di Orwell (https://lastanzadimaria.com/2017/01/03/la-fattoria-degli-animali-e-la-liberta-di-stampa-george-orwell/). Sarebbe interessante fare un confronto fra i due romanzi. Il genere è satirico per entrambi, ma Cuore di cane è anche fantascientifico, mentre La fattoria degli animali è allegorico.
In ogni caso, penso che per fare un vero e proprio confronto fra i due autori dovrei leggere altro di Bulgakov. Sicuramente, appena possibile, leggerò Il Maestro e Margherita.
Infine, credo che Cuore di cane sia interessante da leggere anche per gli appassionati o esperti di medicina; anzi, credo che da loro il libro possa essere apprezzato molto di più. Io, non poche volte, ho dovuto googlare diversi termini per comprendere alcune delle articolate descrizioni presenti nel libro. Chi, invece, mastica il linguaggio medico e scientifico come pane quotidiano, può dedicarsi a questa lettura con molta più disinvoltura.
Buona lettura!