#scoprirecosepercaso
L’altro giorno ho fatto una foto a una finestra. Una finestra che vedo spesso in realtà, quasi giornalmente. Tuttavia, a volte, mi capita di fissarmi su dei particolari che mi rendono piacevole allo sguardo anche qualcosa che ho visto centinaia di volte in precedenza. E così è accaduto con quella finestra. Faceva caldissimo, ma dalla finestra entrava una bella luce e un venticello gradevole, l’ho guardata per un attimo e il modo in cui quello che c’era fuori ‘assaliva’ quello che c’era dentro catturando completamente la mia attenzione, l’ha resa improvvisamente suggestiva ai miei occhi.
Ho sentito il bisogno di associare delle parole a quell’immagine. Di solito, le parole mi vengono da sole, sono reminiscenze di cose che ho letto o ascoltato e che improvvisamente la mia mente associa a uno stato d’animo, ad un’opera d’arte, un monumento, un’immagine o una foto, come in questo caso.
Stavolta no, per cui credo di aver scritto su Google una cosa tipo “finestra” o “finestre frasi”. Mi sono ritrovata a leggere tanti aforismi, qualcuno interessante, altri banalissimi, ma a colpirmi sono stati dei versi, letti su aforisticamente.com della poesia che riporterò di seguito. Perché, ovviamente, da super curiosa e precisina dei miei stivali, non riesco ad usare una citazione se non so esattamente da dove viene e chi l’ha prodotta.
Ho scoperto, così, questa poesia di Joan Margarit ed anche chi è lui. Si tratta di un architetto, professore in pensione e poeta catalano che, fra le altre cose, a quanto ho letto, ha una passione/mania per le finestre. E mi ha incuriosita.
Ha un suo sito, se vi interessa, che è questo: http://www.joanmargarit.com/ e di lui potete trovare notizie e informazioni sul web, a partire dalla vecchia cara Wikipedia.
La poesia, invece, è questa:
DISCORSO SUL METODO
Da bambino già cercavo le finestre
per poter fuggire con lo sguardo.
Da allora, quando vado in un posto,
guardo con attenzione dove lascio il cappotto
e dov’è la porta d’uscita.
La libertà, per me, significa fuggire.
Ci sono tante porte nel mondo.
Compreso il sesso, in caso di emergenza
può esserlo. Ora tutte le porte si stanno chiudendo
e, per fuggire, presto resteranno
soltanto le finestre dell’infanzia.
Completamente aperte per poter saltare.
[fonte testo: https://cantosirene.blogspot.com/2012/02/le-finestre-dellinfanzia.html]
Mi è piaciuta e i primi versi li ho associati alla foto di cui vi parlavo su Instagram. Sì, ahimè, sono anche io una vittima di Instagram! Non è una bella foto, è solo una foto suggestiva per me, che per voi potrebbe essere banalissima, ma se vi va di vederla, potete cliccare QUI , è il mio profilo personale.
Ci tengo, però, a dirvi che non sono attivissima sui social, non ho pretese da grande blogger o altro. Mi piacerebbe, certo, e nutro grande ammirazione per chi riesce a gestire molte delle belle pagine che seguo, ma la verità è che sono un po’ pigra e parecchio incostante ed anche se mi dessi degli imperativi o un sistema da seguire, poi non lo farei! Pubblico quello che mi va e quando mi va!
In fondo, è questo che mi piace di Instagram, che dal tuo feed si capisce un po’ chi sei, la tua personalità, soprattutto se sei una persona comune (come lo sono io) e non hai esigenza di attenerti a determinate ‘regole’.
Buona domenica 🌞
Sto curiosando perché sono un attore di teatro e amo la poesia. Mi riempie l anima e mi porta a meditare che è la cosa più bella per un uomo giunto a una certa età come me. Un abbraccio Gianni
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Curiosare è anche una delle mie attività preferite! 🙂
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