Cuore di tenebra, nel titolo originale Heart of Darkness, è un libro che ho letto qualche anno fa ormai; dunque non posso farvi una recensione, perché sarebbe poco dettagliata, dato che è passato un po’ di tempo e la mia memoria è quella che è.
Però, recentemente, l’ho ripreso dalla libreria per prestarlo e mi è sembrato giusto dedicargli un accenno qui nel blog. Del resto, io considero questo mio piccolo blog come una stanza tutta per me, una sorta di cassetto della memoria in cui immagazzinare le mie letture. Mi piace l’idea di scrivere degli articoli sui libri che leggo (e non solo) per condividere questa mia passione e soprattutto come promemoria per me stessa, per quando mi verrà voglia di rivivere le emozioni che un libro già letto mi ha suscitato.

Mi sono approcciata a questo volume perché previsto dal programma di Letteratura inglese durante la Magistrale. Infatti ho l’edizione in inglese col testo in italiano a fronte.
Il romanzo è frutto dell’esperienza vissuta da Conrad in Africa, nel Congo. Durante la sua permanenza di sei mesi lì, scrisse lettere e diari (i cosiddetti Congo Diaries) nei quali documentò la sua avventura (o meglio, disavventura) e scrisse le sue impressioni.
Ciò che visse fu completamente diverso da ciò che si aspettava. Circa nove anni dopo, nacque Cuore di tenebra, «quel “cuore di tenebra” che non è tanto l’oscurità della wilderness africana, quanto l’identità – la colpa – dell’uomo europeo». Da qui la sua disillusione e la sua denuncia al colonialismo.
È un libro profondo, che deve essere letto e merita di essere letto. Io ne sono rimasta affascinata, turbata, ammaliata. È stato ed è tuttora uno dei miei libri preferiti. E non è facile che un libro mi resti così tanto nel cuore anche dopo così tanto tempo.
Vi lascio la mia citazione preferita, parole in cui cui credo profondamente:
«Mi sembra di star cercando di raccontarvi un sogno – sforzo inutile, perché il racconto di un sogno non potrà mai dare la sensazione del sogno: quel miscuglio di assurdità, sorpresa e sbalordimento in un fremito di rivolta affannosa, quel sentirsi in balìa dell’incredibile, che costituisce la più vera essenza del sogno…
Marlow tacque per un po’.
– …No, è impossibile, impossibile comunicare ad altri quel che proviamo dentro di noi in un momento qualsiasi della nostra vita – ciò che ne costituisce la verità, il significato – la sua sottile e penetrante essenza. Impossibile. Si vive come si sogna: soli…»
Da questo romanzo è tratto il film (altrettanto suggestivo, a mio parere) Apocalypse Now del 1979, diretto da Francis Ford Coppola. Particolarmente evidente è la tematica della difficoltà umana nell’operare una netta separazione fra bene e male, nell’evitare di superare quel limite che dal raziocinio sfocia nella follia.
Leggetelo! Buona domenica ☀️
Un pensiero su “Cuore di tenebra [Joseph Conrad]”