Finalmente anche io posso esprimere un parere sull’autrice italiana di cui tanto si è parlato negli ultimi tempi. Solo un piccolo parere però, perché ho letto solo uno dei suoi libri, nonché primo romanzo della tetralogia dedicata all’amicizia fra Lenù e Lila, le due protagoniste.
Beh, che dire…
Innanzitutto, so di essere in ritardo come al solito rispetto agli altri perché la maggior parte dei lettori ha già letto tutti e 4 i volumi e visto anche la serie TV ispirata al primo; ma quando ciò accadeva ero impegnata in altre letture e io odio abbandonare un libro prima di averlo finito e odio pure leggere più libri contemporaneamente. Questo perché, generalmente, in un libro mi ci immergo totalmente, mi faccio prendere e coinvolgere dalla storia. Come Elena dice di sé, in uno dei tanti confronti fra se stessa e Lila, anch’io sono una lettrice lenta. E diciamo pure che sono monogama, riesco ad essere fedele ad un libro alla volta 😜
Ho cercato di non farmi svelare nulla, né da chi, intorno a me, aveva già letto il libro né da chi stava guardando la serie mentre lo stavo leggendo. Per cui, quando mi sono immersa nella storia ne sapevo poco e niente.
Dunque, di cosa parla lo saprete già tutti:
Chi scrive è Elena, una donna ormai matura che racconta la sua infanzia e la sua adolescenza nella Napoli degli anni ’50 e ’60. Con la sua famiglia abita in una delle zone più povere della città e, senza fronzoli né abbellimenti, ci parla di abitudini, modi di vivere e di pensare di quel periodo e del suo ceto sociale. L’accento, però, si pone soprattutto sul rapporto fra lei e la sua amica/nemica d’infanzia Lila.

Perché amica/nemica? Perché lei vuol bene a Lila ma talvolta la odia, la invidia o persino la teme. Ha bisogno di lei, ma allo stesso tempo non può fare a meno di operare dei continui confronti fra la sua vita e quella dell’amica, sentendosi spesso inferiore. Ciò vuol dire che il suo non è un affetto sincero? No, io non credo. Anzi, credo che questo libro descriva in maniera molto schietta il rapporto d’amicizia fra bambine e fra ragazzine. Siamo abituati a pensare all’amicizia come a un qualcosa di puro, fatto solo di sentimenti nobili sempre e comunque, ma questa è utopia. Siamo esseri umani, non angeli del paradiso e fa parte della nostra natura l’emergere di pensieri o sentimenti negativi, talvolta persino nei confronti delle persone che amiamo di più. E in questo trovo la Ferrante molto realistica.
Tutto il libro, in verità, è realistico. Come già detto, descrive, in prima persona, la vita e soprattutto i pensieri di una bambina, poi ragazza, e il suo modo di percepire il mondo e le persone che la circondano. Oltre, dunque, al tema principale, è interessante anche scoprire il modus vivendi di una società e un’epoca che ci precedono veramente di poco. Io, poi, abito in Campania, molto vicino a Napoli, quindi spesso sono riuscita a immedesimarmi proprio perché conosco l’ambientazione e la mia immaginazione non ha dovuto compiere grossi sforzi.
C’era qualcosa di insostenibile nelle cose, nelle persone, nelle palazzine, nelle strade, che solo reinventando tutto come in un gioco diventava accettabile. L’essenziale, però, era saper giocare e io lei, io e lei soltanto, sapevamo farlo.
Insomma, il libro mi è piaciuto?
Se devo essere del tutto sincera, non lo so.
In primis perché non mi sono affezionata né immedesimata in nessuno dei personaggi, come mi capita invece quando un libro mi coinvolge tantissimo. In qualche momento mi sono sentita molto vicina a Elena, nei suoi drammi adolescenziali ho rivisto i miei, nelle sue insicurezze ho riconosciuto le mie, ma nulla di più. Emotivamente parlando, sono rimasta distaccata sia da lei sia da Lila. A proposito di quest’ultima, trovo il suo personaggio enigmatico e credo che molto di lei si svelerà nel resto della storia, ho questa convinzione.
Diciamo, però, che questo romanzo non mi ha fatta impazzire ma non mi è neppure dispiaciuto. Al principio ho fatto un po’ di fatica a leggerlo, mi sembrava procedere in maniera lenta e mi ha inizialmente delusa, ma credo che ciò fosse dovuto alle alte aspettative generate in me dalle varie entusiastiche recensioni che avevo letto al riguardo. Non so, mi aspettavo davvero qualcosa di super coinvolgente. Poi, verso la metà, la storia ha iniziato a prendermi di più e ora che l’ho finito sono curiosissima di andare avanti col prossimo volume.
La Ferrante è stata davvero molto brava ad interrompere gli eventi in un momento di suspense, generando così la stessa sensazione di curiosità che si prova al termine di una puntata di una serie TV e che spinge a guardarne subito un’altra. Non solo la conclusione (che conclusione non è), ha stimolato la mia curiosità, ma anche una serie di indizi (almeno io li ho interpretati così) su dei fatti che sembra stiano per accadere e che di lì a poco segneranno la vita di Lila.
Dunque, ora sono curiosa di guardare la Serie TV che ha tenuto moltissimi incollati alla Rai alla fine dello scorso anno ed anche di andare avanti nella lettura.
Ne riparliamo presto!
Un pensiero su “L’amica geniale [Elena Ferrante]”