Ed amai nuovamente [Umberto Saba]

Avete presente quando, talvolta e all’improvviso, il vostro cervello vi riporta alla memoria una frase, una citazione e ne siete ossessionati? Vi piace così tanto che nella vostra testa ve la ripetete di continuo. A volte è qualcosa che vi è stato detto, altre qualcosa che avete letto per caso o di sfuggita e che inconsciamente vi torna alla mente dopo un po’, più spesso è la frase di una canzone o un verso di una poesia.

Ok, ora spero che abbiate presente la sensazione/situazione, altrimenti vi sembrerò matta! 😛

Comunque, se invece capita anche a voi, la mia frase del momento è questa: per l’altezze l’amai del suo dolore perché tutto fu al mondo e non mai scaltra e tutto seppe e non se stessa amare.

L’avrò letta o sentita ultimamente da qualche parte e non ricordo dove oppure sarà un ricordo, non saprei. Fatto sta che non ricordavo di chi fosse la poesia cui appartengono questi versi. E in questi casi mi dico “meno male che c’è internet”; perché sì, ci sono una marea di cazzate (pardon per il francesismo!) qua sopra, ma il web ha anche molti risvolti positivi. Anni e anni fa, avrei dovuto chiedere in giro, sfogliare vecchi libri e forse nemmeno sarei riuscita a reperire subito il testo che cercavo. Quindi, grazie internet per questo!

Bando alle mie solite ciance e andiamo al sodo. Da dove viene questa bella bellissima frase?

Si lo so, spesso esagero con gli aggettivi, ma vi ho mai detto quanto mi piacciono le parole?! Io sono innamorata delle parole, perché combinate insieme a volte producono frasi stupende, piacevoli sia per la mente sia per l’orecchio. È il motivo per cui prediligo la musica italiana, perché una melodia la apprezzo, ma di un testo m’innamoro.

Insomma, questa frase la dobbiamo a Umberto Saba e proviene dal suo Canzoniere autobiografico, è parte di una delle tante liriche dedicate alla moglie Lina (Carolina Wölfler), la quale, nonostante gli alti e bassi del loro matrimonio, fu per lui la donna della sua vita.

Ed amai nuovamente; e fu di Lina
dal rosso scialle il più della mia vita.
Quella che cresce accanto a noi, bambina
dagli occhi azzurri, è dal suo grembo uscita.
Trieste è la città, la donna è Lina,
per cui scrissi il mio libro di più ardita
sincerità; né dalla sua fu fin’
ad oggi mai l’anima mia partita.
Ogni altro conobbi umano amore;
ma per Lina vorrei di nuovo un’altra
vita, di nuovo vorrei cominciare.
Per l’altezze l’amai del suo dolore;
perché tutto fu al mondo, e non mai scaltra,
e tutto seppe, e non se stessa, amare.

Per un approfondimento sul rapporto fra Umberto e Lina, io ho leggiucchiato qui: http://www.internetculturale.it/it/350/umberto-saba_-la-poesia-di-una-vita-lina-e-linuccia.

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