Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto

24085213_10212774898199806_1826448262_oÈ la storia di due amici d’infanzia che si ritrovano dopo anni e scoprono di essere innamorati l’uno dell’altra, come lo erano da bambini. Quando si rivedono lui lo sa già ed è per questo che l’ha cercata, mentre lei se ne rende conto poco a poco, nei giorni che passano insieme. Ma scoprono anche di aver intrapreso strade totalmente diverse, di vivere in modo opposto. Lei si è rifugiata nell’ideale di una vita concreta, pratica, sicura e fa di tutto per avere quel posto fisso che le potrà dare tutto ciò di cui crede di aver bisogno; lui ha abbandonato la concretezza per la fede, per il misticismo, per la preghiera e ciò lo ha portato a diventare speciale, diverso, unico.

Man mano che passano del tempo insieme li vediamo evolvere, li vediamo cambiare, finché lei non inizia a desiderare di vivere la nuova vita che ha scoperto con lui, che la fa sentire più appagata di tutto quello che aveva cercato di costruire fino al momento di rivederlo e lui invece finisce per desiderare la tranquillità e la serenità di una casa calda, di un punto fermo che prima voleva lei. Lei esce dalla sua gabbia e ci entra lui.

Dunque, dopo un periodo di indecisioni e un cammino sofferto da parte di entrambi, durante il quale ciascuno dei due cerca di accettare la vita dell’altro, si ritrovano di nuovo a volere due cose diverse, o almeno così sembra. In realtà, lui sceglie di sacrificarsi per amore credendo sia la decisione giusta, ma  non sa che nel frattempo lei è cambiata ed ha maturato in sé la decisione di seguirlo, di accompagnarlo nel cammino che da tempo ha intrapreso. Si ritrovano così a un punto morto e lei scappa. Dopo giorni, sulla sponda di quel fiume, nel luogo in cui andavano sempre da bambini, si ritrovano.

L’ho baciato con forza. Le poche persone presenti nel locale stavano a guardare, pensando di vedere semplicemente un bacio. Ma non sapevano che quel lungo minuto era il compendio della mia e della sua vita, della vita di chiunque aspetti, sogni e cerchi il proprio cammino sotto il sole. In quel minuto, c’erano tutti i momenti di gioia che ho vissuto.

Quando leggerete il libro o se l’avete già letto, saprete che è un testo in cui si affronta anche il tema religioso, da un punto di vista diverso, particolare, nel quale ho fatto fatica ad entrare pienamente, forse perché, per certe cose, sono un po’ scettica e difficilmente mi lascio trascinare e coinvolgere. Chi mi conosce dice che sono un po’ come San Tommaso, se non vedo non credo. A tal proposito, però, c’è una frase nel libro che mi è piaciuta, una di quelle che senti il bisogno di sottolineare mentre leggi:

Tutti i giorni, con il sole Dio ci concede un momento in cui è possibile cambiare ciò che ci rende infelici. Tutti i giorni fingiamo di non percepire questo momento, ci diciamo che non esiste, che l’oggi è uguale a ieri e identico al domani. Ma chi presta attenzione al proprio giorno, scopre l’istante magico: un istante che può nascondersi nel momento in cui, la mattina, infiliamo la chiave nella toppa, nell’istante di silenzio subito dopo la cena, nelle mille e una cosa che ci sembrano uguali. Questo momento esiste: un momento in cui tutta la forza delle stelle ci pervade e ci consente di fare miracoli.

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